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Fin dalla sua comparsa alla fine degli anni Settanta, il
codice a barre ha rivoluzionato il modo di identificare i
prodotti.
Le stampanti ad aghi, che fino ad allora venivano
impiegate per la stampa dei caratteri, vengono adattate anche
a questa nuova applicazione. Ma lentezza e scarsa qualità
contribuiscono in breve alla nascita delle più performanti
stampanti a trasferimento termico.
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requisiti per una buona scelta |
Stampa a trasferimento termico
Sono i primi anni Settanta e la tecnologia a trasferimento
termico sta cambiando il modo di stampare le etichette.
Qualità e velocità sono migliorate e le stampanti sono più
pratiche e affidabili.
Oggi la tecnologia della stampa a trasferimento termico e
termico diretto è più che matura. Nuove applicazioni sono
ormai all'ordine del giorno: applicatori automatici,
taglierine rotative, spellicolatori e software dedicati a
supporto della migliore soluzione di stampa.
Materiali di consumo
Un grosso contributo a questi continui miglioramenti lo hanno
dato sicuramente i materiali di consumo.
I nastri inchiostrati sono oggetto di studi per un continuo
miglioramento in termini di qualità e rispetto per l'ambiente.
Le etichette in carta sono state affiancate dai più disparati
supporti di stampa:
cartoncini, plastiche, materiali
antigraffio e, ultima delle novità, transponder in
radiofrequenza.
RFID - Il futuro della codifica
Il mondo dell'identificazione automatica sta sempre più
cercando appoggio nella lettura magnetica delle etichette.
Molti sono infatti i vantaggi di questa tecnologia emergente
rispetto ai tradizionali codici a barre: aggiornamento dei
dati, grande capacità di memorizzazione, identificazione
istantanea dei dati, raccolta dati multipla (centinaia di
etichette al secondo), lettura da lontano, anche senza
allineamento visivo, dimensioni ridotte dell'etichetta,
notevole resistenza a graffi e stropicciamenti.
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